Forse i più giovani non lo ricorderanno, ma una volta la comunicazione telefonica era molto "forzata" e fare una telefonata non era così banale: vediamo di saperne un po' di più, usando una immagine che spiegherò opportunamente.
Supponiamo di trovarci a sinistra della nuvoletta, e che il rettangolino sotto di noi sia il nostro telefono: vogliamo fare una chiamata allaa persona a destra. Esternamente, componiamo il numero e parte la chiamata.. ma una volta non era così semplice. Spieghiamo cosa avviene dentro alla nuvoletta
Visto il numero esiguo di telefoni in circolazione, per prima cosa, per chiamare, dovevamo comporre il numero della centralina telefonica del nostro paese, e dire alla operatrice con chi desideravamo parlare: l'operatrice, una volta capito il destinatario, crea fisicamente un circuito che unisce noi alla persona con cui vogliamo avere una conversazione: questo circuito verrà staccato al termine della chiamata.. Se l'amico si trova in un'altra città, probabilmente la centralina del mio paese mi metterà in comunicazione con un' altra centralina più vicina a quella città, ma il principio di fondo non cambia,
Questo metodo era un po' scomodo in confronto alle moderne reti, ma sembrava funzionare.. Finché non è stato brevettato il nuovo metodo, valido a grandi linee anche ai giorni nostri, che non prevede più di passare dalla centralina e di creare fisicamente un circuito di collegamento. E come?
Tutto è merito di un becchino, un tal Strowger, che dirigeva una impresa di pompe funebri: quando qualcuno subiva una perdita, naturalmente chiamava la centralina che lo metteva in contatto con l'agenzia di pompe funebri. Tuttavia, nella centralina in questione ci lavorava la moglie del concorrente numero uno del nostro Strowger, e, prevedibilmente, essa inoltrava tutte le chiamate al marito, con il danneggiamento dell' impresa di Strowger. Vedendo che gli affari non andavano benissimo anche a causa di questo motivo, se non altro per portare in parità le due imprese, Strowger nel 1891 inventò il suo Selettore, ovvero un commutatore automatico che evitasse all'operatrice telefonica di unire fisicamente i due circuiti.
Tutto questo senza essere nè ingegnere, nè dottore o ricercatore. Chapeau
Matz
Matz Damon
L' obbiettivo di questo blog è dare una visione globale all' interessante mondo dell 'informatica, dei calcolatori e delle reti, anche per i non "addetti ai lavori". Cercherò quindi di scrivere articoli abbastanza semplici ma completi e corretti, affinchè tutti gli interessati possano partecipare, perché l'informazione è un diritto di tutti. Matz
giovedì 7 novembre 2013
mercoledì 6 novembre 2013
Un problema dei giorni nostri: non ci sono più indirizzi IP?
Prima di discutere questo problema, cos'è un indirizzo IP? IP è la sigla di Internet Protocol, ed è il protocollo che permette a tutti noi una fluida navigazione sul web: se non ci fosse, per collegarci con un computer (d'ora in poi chiamato genericamente host) negli USA dovremmo avere un collegamento fisico! L' IP regola dunque il trasferimento di informazioni tra host: infatti, per inviare dati a un altro host mi basta conoscere il suo indirizzo IP.
A ogni host è quindi associato un indirizzo IP; il nostro computer ne ha uno, idem quello del nostro vicino ecc; ad essere precisi ogni host può tranquillamente avere più di un IP, ma questo non modifica il meccanismo descritto prima: supponiamo però, per semplicità, che a ogni host corrisponda un solo indirizzo IP.
L'indirizzo IP con cui il nostro computer è identificato è composto da stringhe di 32 bit ciascuna, che contengono informazioni sul dato che voglio mandare, informazioni di controllo, a chi devo mandarlo e via dicendo.
Avendo 32 bit a disposizione, significa che al massimo possono esistere 2^32 indirizzi IP in tutto il mondo; pur essendo un numero alquanto elevato, il problema evidente è che questi 2^32 indirizzi a disposizione non bastano più! L'aumento dei dispositivi connessi alla rete internet sta velocemente e inesorabilmente occupando tutti questi indirizzi a disposizione, con conseguenze prevedibili: se tutto resta così, tra qualche tempo nessuna macchina potrà più connettersi a internet; in alcune aree geografiche gli indirizzi IP disponibili sono stati tutti occupati, e nel 2011 sono stati assegnati gli ultimi blocchi IP liberi alle ultime aree geografiche: una volta occupati, non ce ne saranno più per davvero.
Questa situazione sembra si sia venuta a creare a causa dell' esplosione economico-societaria di alcuni paesi, tipo Cina o India: secondo alcune statistiche, tra non molto ci saranno più di 4 miliardi di dispositivi connessi a Internet.
Possibili soluzioni: Ad oggi, la versione di IP è, come detto prima, a 32 bit, e si chiama IPv4. Le compagnie di reti stanno attualmente lavorando sulla versione IPv6, che invece prevederebbe 128 bit di indirizzo e quindi 2^128 indirizzi disponibili, e tutto questo semplicemente aggiornando la versione corrente di IPv4. Alcune note compagnie hanno già iniziato a fare test, e ad aggiornare parzialmente il protocollo attualmente in uso; esiste anche qualche isoletta che va interamente a IPv6, ma, per il momento, non sono altro che prove. Il problema tuttavia esiste, ed è concreto.
Matz
A ogni host è quindi associato un indirizzo IP; il nostro computer ne ha uno, idem quello del nostro vicino ecc; ad essere precisi ogni host può tranquillamente avere più di un IP, ma questo non modifica il meccanismo descritto prima: supponiamo però, per semplicità, che a ogni host corrisponda un solo indirizzo IP.
L'indirizzo IP con cui il nostro computer è identificato è composto da stringhe di 32 bit ciascuna, che contengono informazioni sul dato che voglio mandare, informazioni di controllo, a chi devo mandarlo e via dicendo.
Avendo 32 bit a disposizione, significa che al massimo possono esistere 2^32 indirizzi IP in tutto il mondo; pur essendo un numero alquanto elevato, il problema evidente è che questi 2^32 indirizzi a disposizione non bastano più! L'aumento dei dispositivi connessi alla rete internet sta velocemente e inesorabilmente occupando tutti questi indirizzi a disposizione, con conseguenze prevedibili: se tutto resta così, tra qualche tempo nessuna macchina potrà più connettersi a internet; in alcune aree geografiche gli indirizzi IP disponibili sono stati tutti occupati, e nel 2011 sono stati assegnati gli ultimi blocchi IP liberi alle ultime aree geografiche: una volta occupati, non ce ne saranno più per davvero.
Questa situazione sembra si sia venuta a creare a causa dell' esplosione economico-societaria di alcuni paesi, tipo Cina o India: secondo alcune statistiche, tra non molto ci saranno più di 4 miliardi di dispositivi connessi a Internet.
Possibili soluzioni: Ad oggi, la versione di IP è, come detto prima, a 32 bit, e si chiama IPv4. Le compagnie di reti stanno attualmente lavorando sulla versione IPv6, che invece prevederebbe 128 bit di indirizzo e quindi 2^128 indirizzi disponibili, e tutto questo semplicemente aggiornando la versione corrente di IPv4. Alcune note compagnie hanno già iniziato a fare test, e ad aggiornare parzialmente il protocollo attualmente in uso; esiste anche qualche isoletta che va interamente a IPv6, ma, per il momento, non sono altro che prove. Il problema tuttavia esiste, ed è concreto.
Matz
Chiamare da un fisso senza premere i numeri sulla tastiera? Si può! Come e perchè:
Forse, a chi non ha mai messo le mani con fini scientifici su un telefono o su una rete di comunicazione in generale, può sembrare strano, ma tutti noi possiamo fare tranquillamente a meno della tastiera numerica del nostro telefono di casa, fisso o cordless che sia: infatti, è possibile chiamare senza digitare alcun numero!
Perché? Il motivo è molto semplice: la nostra rete telefonica non risponde alla pressione dei tasti del telefono, bensì funziona a toni. Mi spiego meglio: supponiamo di digitare il numero 012345: non appena alziamo la cornetta e digitiamo uno 0, alla rete telefonica verrà inviato un tono, corrispondente allo 0; quando premiamo 1, verrà inviato il tono corrispondente all' 1, che sarà diverso da quello dello 0.. e così via! Infatti, quando alziamo la cornetta del telefono, oppure premiamo il tasto di telefono alzato in un cordless, la rete diventa attiva, pronta a rispondere ai nostri comandi.
Quindi, idealmente, se trovassimo qualcosa che riproduce esattamente i toni dei singoli numeri, possiamo attivare la linea (alzando la cornetta / premendo telefono alzato), avvicinare il telefono ai nostri suoni, ed ecco che la chiamata partirà, senza dover premere nessun altro tasto!
Una spiegazione più matematica a questo fatto si basa sulla tastiera DTMF, in cui a ogni numero sono associate due frequenze, alte e basse, che generano ciascuna un' onda sinusuidale. Come vediamo in figura, premendo il testo 1, vengono inviate alla rete due segnali sinusuidali, di frequenza rispettivamente 697 Hz e 1209 Hz, con una tolleranza dell'1.5%.
A questo punto ci chiediamo, esiste un software che riproduce esattamente questi toni? La risposta è si, e si chiamano appunto riproduttori di toni DTMF. Personalmente ne ho provato uno per Android, perfettamente funzionante, che mi sento di consigliare: AndroiDTMF; ma, in generale, ogni riproduttore andrà bene, stando sempre attenti a non chiamare in prossimità di rumori / disturbi elevati.
Matz
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